MUSIC
LA VIA DELLA MUSICA 13
Viviamo nell’epoca del multiforme,delle possibilità, della globalizzazione.
Questo ci pone davanti alla necessità di fare ,per cosi dire, un salto quantico, di uscire dalla mccanicità del già noto.Ci troviamo spesso a compiere piccole e grandi scelte che non abbiamo pensato realmente,ma qualcos’altro o qualcun altro ha scelto per noi, secondo la linea preconfezionata.Troppe sono infatti le influenze,le correnti, troppe le voci e i frastuoni che colpiscono la nostra esistenza.
Siamo chiamati costantemente a rispondere a queste sollecitazioni o con la meccanicità o con la scelta consapevole.Io sto provando con la seconda.
Ora tutte le possibilità del mondo potrebbero essere paradossalmente rappresentate in un codice sonoro o musicale:questo è il concetto che sta alla base e che ha mosso la nuova estetica
Il flauto, così magico,panico,soffio di spirito,sottile, presente in tutte le culture del mondo dall’alba dei tempi, ma soprattutto leggero, fluttuante…
Un tentativo di rappresentazione dello scenario attuale, messo in musica dove il suono si fa volontà (senza scomodare Schopenauer),volontà di scelta,di consapevolezza,di ordinamento.
Il dialogo tra le culture e tra i generi musicali è giunto alla definizione di una propria estetica.
Le culture dialogano quando conservano la propria identità e creano un ‘organismo superiore comune..L’incontro tra questi generi e culture porta ad una nuova estetica.
E’ il tentativo di rendere udibile l’armonia, presente in tutte le musiche, attraverso i codici dei vari linguaggi e sonorità differenti.
Questo dovrebbe produrre un senso di conoscenza e appartenenza all’ attuale mondo globalizzato sapendosi autonomamente orientare, conoscendo le varie e differenti funzionalità delle culture e dei linguaggi.
Ciò che si afferma in musica normalmente è l’eliminazione dell’altro genere musicale, cioè a dire si costruisce la musica scartando ciò che non è del brano musicale pensato, come fa lo scultore col blocco di marmo eliminando il superfluo.
Con la nuova estetica invece non c’è’ una visione duale ,un “altro” da cui stare alla larga, non c’è un nemico da combattere e o evitare, , è la totalità che interessa, è la visione olistica che
passa dal classico, ai linguaggi contemporanei, dall’improvvisazione, alla beat elettronica,dall’ etnoworld al jazz.
L’obiettivo chiaro in testa o l’effetto desiderato, e la consapevolezza della possibilità aperta su tutti i linguaggi ci permette di creare la nuova estetica. Il problema è come avere un obiettivo, ma questo è un altro discorso.
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