IL FLAUTO
il flauto e le nuove tendenze cap.6
gli sbocchi professionali del flautista
"GLI SBOCCHI PROFESSIONALI ED OCCUPAZIONALI DEL FLAUTISTA"
Orientamenti e problematiche
La società in cui viviamo, sempre cangiante e dinamica ,competitiva, specializzata nel lavoro e nelle attività produttive, esige una scelta consapevole ed attenta per un flautista che si affaccia nel "mondo del lavoro".
Diversamente dal lavoro tout court, quello del flautista, e dell'artista in generale, sembra essere accompagnato dal cosidetto talento o vocazione: insomma la prima cosa da verificare, prima durante e dopo gli studi sono l'attitudine, il talento, la vocazione o "missione nella vita", la giusta passione e, soprattutto, una evidente motivazione.
Le possibilità occupazionali del flautista sono di diverso grado e natura a seconda della rispondenza alle aspettative dell'aspirante.
E' necessaria una prima analisi introspettiva (talento, vocazione, motivazione) circospettiva
(ambiente, influenze, possibilità) e formativa (capacità acquisite e competenze) per formulare un obiettivo concreto e realistico.
Gli obiettivi sono ovviamente quelli già esistenti sul "mercato", ( a meno che non se ne vogliano creare di nuovi): vale a dire quelli che vanno dal solista, alla musica da camera, dall'orchestra all'insegnamento, ma anche carriere in altre musiche, nell'editoria, nella discografia, agenzia, organizzazione musicale, direzione artistica.
Spesso succede che ce ne siano un po' di uno e un po' dell'altro, che l'obiettivo di un grande flautista sia frammisto di tutti gli aspetti sopracitati ; e questo vale più per il flautista, che ha un repertorio limitato, rispetto, ad esempio, al pianista, al cantante o al violoncellista .
Per ciascuna "carriera" esistono delle preparazioni e degli iter differenti. Ciascuna ha poi ulteriori suddivisioni e approfondimenti al suo interno.
Le domande sull'identificazione del flautista sono molteplici e altrettanto molteplici le risposte: quale repertorio proporre e con chi (musica antica, classica, contemporanea, altra?), come affrontarlo, con quale atteggiamento, quali studi preparatori, quale posizionamento nel mercato, quale ruolo e funzione sociale, quali studi e preparazione adottare, quali partner scegliere, in quali contesti operare, quale comunicazione adottare, come pianificare il lavoro in vista dell'obiettivo, inoltre come effettuare ascolti, riferimenti, confronti di maestri e scuole, come e quali letture di riviste e libri di flauto, corsi ,concorsi, approfondimenti e ricerche.
E' doverosa un' attenta analisi di tutti questi fattori, oltre al famoso pizzico di "fortuna", per forgiare una posizione di flautista nella società contemporanea.
Non tendo tanto a dare risposte in questa sede, anche perché varierebbero da individuo ad individuo, quanto a predisporre atteggiamenti di domanda in modo da garantire una formazione consapevole ed autonoma. Non faccio al momento nomi o riferimenti precisi a realtà esistenti (nomi, scuole, istituzioni) per non escludere altre possibilità altrettanto valide, da trattare eventualmente in un futuro sviluppo di questa tematica.
Prendendo in esame ciascuna occupazione vediamo ben presto che per il flautista le possibilità sono oggi abbastanza limitate, sia per saturazione che per carenza di domanda, per cui il solista, o altra carriera che sia, dovrà costruire la propria formazione ed immagine, su misura ed in relazione alla domanda, e qualora non vi fosse, stimolarla, crearla, inventarla.
La situazione come si presenta agli occhi del flautista appena diplomato in Conservatorio è quanto mai difficile!
Ogni singola scelta va valutata in termini di concreta percorribilità e prevede una formazione e un approfondimento adeguato. Ma vediamone una alla volta cercando di darne un giudizio sommario orientativo:
1)la carriera di solista, così come si prospetta ,ha poche possibilità di riuscita: molti flautisti e poca domanda: va scelto il giusto repertorio (antico su strumento d'epoca, barocco, classico, romantico, novecento storico, contemporaneo, elettronico, etno nazionale, leggero, pop ,jazz,
rock, cover ,crossover, trascrizioni, arrangiamenti, e poi ancora con orchestra, solo, duetti, recitals, situazioni mediatiche e multimediali, con aree tematiche, attualità, target di riferimento ecc.).
Un repertorio che sia significativo e credibile, un solido rapporto con compositori e autori, con altri interpreti, una discografia adeguata e selezionata, un buon ufficio stampa e curatore d'immagine, un management fortemente inserito nei contesti più in vista, un'aspetto fiscale e amministrativo che funzioni, : in sostanza di solito lavorano solo pochi nomi del panorama internazionale, bravi e ben introdotti. Occorre inoltre un' originalità espressiva e scelte artistiche mirate e calibrate, evitando doppioni e "scopiazzature", cercando la liedership e la propria inalienabile identità attraverso molti fattori concomitanti.
La preparazione deve essere completa: strumentale, musicale, manageriale, meglio anche didattica, e culturale in senso lato.
2)Il gruppo da camera è come il solista ma ha in più il lavoro di squadra e una buona intesa musicale ed umana con i membri del gruppo, un'unità di azione, una vicinanza fisica e culturale.
La preparazione è, oltre che strumentale, anche musicale e spesso anche manageriale.
3)Le orchestre limitano per certi versi il lavoro al solo aspetto strumentale di esecutore e non a quello di protagonista creativo e propositivo, ruolo delegato normalmente al sovrintendente o direttore musicale. Le orchestre sono poche in Italia e per un numero ridotto di ruoli; ci sono altresì molte orchestre minori ed occasionali, spesso in provincia, che possono dare una certa, seppur esigua, continuità di lavoro; va molto meglio invece all' estero, in Europa e in USA, dove ogni città ha la sua orchestra stabile ed accessibile per concorsi o per chiara fama.
La preparazione musicale è nell'insieme ,nella cura dell'intonazione, dinamiche, nell'equilibrio sonoro, nell'attenzione al direttore ecc.
4)Carriere in altre musiche sono altresì percorribili se si hanno forti passioni e motivazioni per quel genere di musica (sostanzialmente jazz, rock, world, di confine, altri generi),motivazioni desunte perlopiù dal proprio stile di vita, o dal contesto in cui si vive, fatto di stimoli, contatti, confronti.
In aggiunta alla formazione strumentale e musicale, assolutamente sempre imprescindibile, è necessario in questo caso una certa dose di creatività, originalità e personalità.
5)L'insegnamento trova una situazione satura nei Conservatori italiani , con ancora possibilità di inserimento o tramite concorsi (ormai rari per i posti vacanti di flauto) o tramite graduatorie d' isituto.
Ci sono inoltre le scuole medie a indirizzo musicali in ogni provincia, le scuole civiche, oltre all' insegnamento privato, e tutto in attesa della riforma generale della scuola con ampio utilizzo della musica dalle elementari al liceo.
All'estero si possono ricoprire posizioni presso le università e i Conservatori, situazione diversa da paese a paese: in Usa ad esempio si accede, una volta individuata la posizione libera, con una domanda, corredata da titoli, un'audizione ed una lettera di referenza.
La preparazione richiesta per l'insegnamento è completa: da quella strumentale a quella musicale generale, a quella pedagogico- didattica (non sempre un buon musicista è un buon insegnante), culturale, manageriale, umana.
6) tutte le altre attività di supporto dalla discografia all'editoria, alla direzione artistica, l'organizzazione musicale, la consulenza artistica, la scrittura, l'organologia, rappresentano normalmente strade che vengono percorse trovandosi in situazioni tali da poter sviluppare questi aspetti. Richiedono comunque oltre alle qualità musicali, scaltrezza, senso pratico, inserimento nel sociale, nella cultura e nella economia.
I redditi di un flautista in generale possono dunque essere desunti dalle attività concertistiche (prove e concerti), dall'insegnamento, da diritti discografici, (come interprete, autore o partner in produzione),diritti come revisore o autore di musica, registrazioni conto terzi, altre attività collaterali (festival, direzioni artistiche, gettoni presenza in eventi, trasmissioni, commercializzazione prodotti e gadgets (sponsor),il tutto supportato, nel caso di grandi volumi d'affari ,da buoni avvocati, amministratori e commercialisti: ogni aspetto è comunque assolutamente proporzionale al grado di notorietà e professionalità raggiunto e alle figure professionali di supporto cui ciascun flautista fa riferimento.
Il panorama è oggi quanto mai vasto è soprattutto ogni possibilità è contemplata, quindi largo spazio alla creatività, all' originalità, pensando ad un 'offerta che sia da una parte unica, specializzata, settoriale, totalmente misurata sulla persona, e dall'altro che sia riconoscibile, allargata, multimediale, attuale; insomma un'offerta che sia paradossalmente ristretta nel proprio ambito e insieme pensata su scala mondiale.
Ma tutto alla fine va calibrato su una forte preparazione strumentale e musicale, un impegno serio, una responsabilità diretta e una coscienza professionale, che rinvigorisce continuamente il talento, la passione e la gioia della musica per sè, e ,soprattutto direi, per gli altri, veri fruitori finali della nostra arte, e che vedono soprattutto nel flauto "uno strumento che comunica contenuti", "un mezzo per un fine".
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