LA MUSICA
"Comunicare cosa?"
cap 6 "Comunicare cosa?"
Cosa ci dicono gli artisti?
E difficile capire cosa vuole comunicare un artista.Scopo dell’artista è comunicare.
La comunicazione è una realtà complessa.per comunicare in maniera sempre più univoca,occorre sapere cosa e come comunicare,quindi avere consapevolezza del contenuto o messaggio (e per farlo occorre identificarcisi) e consapevolezza nel trasmetterlo e quindi identificarsi con il mezzo,cioè esserlo.
Spesso si ama di più la confusione linguistica perché appare più creativa,caotica e qundi vitale.
Oggi la maggior parte delle creazioni sono scopiazzamenti e rifacimenti di linguaggio obsoleti, consolidati, vecchi clichè che comunicano e sottendono le stesse emozioni, le stesse reazioni nella gente.ecco perché difficile delineare un futuro.
Difficile uscire dal vortice del meccanismo linguistico, è sempre la stessa musica (in tutti i sensi):il linguaggio è legato al codice,il codice è legato al significato, il significato è legato alla produzione di senso, il senso è legato al successo e quindi al potere.
Ci sono due codici:uno oggettivo per cui un oggetto ha il suo suono o aggregato di suoni archetipico ed uno soggettivo-oggettivo insieme che significa qualcosa di convenzionale ed è quindi legato alla produzione di senso.
Infatti ci sono artisti, i più, che utilizzano materiale musicale preso a prestito da altre culture, da altri linguaggi o altri codici per cui alla fine risulta un collage di suoni standard che danno quel tipo di sensazione standard.
Ci sono poi altri altri artisti, i rari, che invece utilizzano per le loro opere suoni ancora vergini,o meglio,sistemi di suoni ,e questi ultimi accedono direttamente agli archetipi sonori originando dal mondo sottile o, platonicamente delle idee,il materiale per le loro creazioni.I primi sona la grande maggioranza,i secondo la vera rarità (stretta è la via….).
Abbiamo perso il significato dell’arte, arriviamo a glorificare l’artista,anzi lo pseudo artista,in una sorta di autocelebrazione: una masturbazione infinita quella che si perpetra oggi ai danni dell’arte.
Arte è capacità di fare,artificio,creare dal nulla una cosa nuova,è operare nelle leggi della natura per tranre qualcosa di nuovo, come diceva Goethe.
Domanda:cosa c’è oggi di nuovo, c’è veramente stato in passato il nuovo o è utopia,o la musica è un gioco in evoluzione per cui passa da un linguaggio ad un altro, attraverso contaminazioni, influenze, scopiazzamenti e ibridazioni?
L'artista non dovrebbe copiare l'esistente,deve vivere nella sua storia personale,che a volte riflette quella del mondo,l'artista non deve soggiacere a compromessi,non media,ma crea quell“l'universo parallelo” al mondo.
Per esempio un rocker cosa fa:prende basso chitarra e batteria, suona quella sequenza di accordi o scale,alza i decibel ecc ecc.adotta tutta quella serie di accorgimenti che fanno della sua musica il rock.
Ma perché? Qualcosa nella sua anima viene epurato per cui fa emergere solo quell’aspetto di sé che produce il rock,perché gli va, perché è il tratto fondamentale della sua anima, ma, domanda:è la sua anima che parla così o è il risultato del mondo e dell’ambiente circostante su di sé che lo fa suonare così, per cui in realtà egli non è niente, funge da specchio e catalizzatore delle realà sonore esterne o infulenze?
E cosi funziona per tutti gli altri generi e gli altri musicisti.
Voglio però parlarvi di una musica particolare…
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