IL FLAUTO
il flauto e le nuove tendenze cap 8
Steve Reich: "Vermont Counterpoint"
Registrare Vermont Counterpoint non è stata impresa facile!!
A Roma nel 1995, 3 flauti (il piccolo, in sol e in do) gareggiavano per primeggiare tre i contrappunti arditi del Vermont.
Steve Reich ha scritto questo pezzo nel 1982 della durata di 9 minuti circa, per Ransom Wilson, ed eseguito in prima a New York nell’ottobre dello stesso anno e nella versione per ensemble nell’anno successivo. E’ prevista infatti l’esecuzione sia in ensemble live che per flauto solista e tape. Esiste disponibile la base tape. Nel mio caso ho preferito avere tutte le tracce da me registrate per una maggiore uniformità di pronuncia e di fraseggio.
Il tape, o la base registrata, ha necessitato di un accurato mixaggio di volumi sia per le differenti timbriche degli strumenti sia per la difficile individuazione di importanza melodica che via via assumevano le parti.Infatti tutte le parti hanno uguale importanza melodico.armonico e ritmica.é stato infatti interessante il cosa far emergere di più da una linea piuttosto che da un’altra!
Nel caso di esecuzione con tape è necessario bilanciare scrupolosamente i volumi tra il live e la base secondo alcune indicazioni che l’autore da nelle note di esecuzione.
Il pezzo è sulla scia e in simbiosi con gli altri simili di New York Counterpoint (per clarinetto) ed electric counterpoint (per chitarra).
Va detto che il pezzo è per 9 flauti in sovrapposizione, di cui ogni flauto ha ben tre linee di lettura che si contrappuntano con gli altri sei.Oltre ai 9, c’è il flauto solista live e un flauto tape che contrappunta il solista solo per qualche battuta centrale e che in realtà è come se fosse un decimo flauto.Il flauto solista riprende e tesse le trame che gli altri 9 accennano o presentano, le elabora, ne fa del materiale di enunciazione propria. Gli intervalli sono perlopiù per grado congiunto e brevi salti, scritto in 3/4 di base a ritmo fondamentale di sedicesimi in quartina a 232 di metronomo (alla croma)
La scala usata e la tonalità, è un re minore/fa.che da al pezzo quella scorrevolezza e forza di una tonalità siffatta per flauto.La tonalità non è comunque mai definita chiaramente in quanto gli intervalli e i gradi della scala sono sempre ambigui, quasi fosse una scala pentatonica.
Diviso in quattro movimenti contigui di cui uno più lento al centro, il pezzo inizia come dicevo,a 232 di metronomo alla croma, per passare nel terzo tempo a 155 alla croma su un tempo di 7/8 sempre in tonalità di reminore/fa maggiore.e tornare al tempo iniziale solo nel 4 movimento.
Il primo movimento si muove su due tonalità vaghe: il re minore e il sol maggiore
La struttura del pezzo è basata su piccole ripetizioni (da due a tre, avolte anche cinque) di pattern melodici di una battuta o due massimo, talvolta anche a canone.Il risultato sonoro dell’ intreccio canonico di pattern melodici è la poi la base di successivi sviluppi di pattern e di altri ancora, tutti preceduti e seguiti da doverosi fade in e fade out.
Suonandolo sembra di sentire e vivere quelle realtà di provincia americana dove tutto è monotono e piatto, come i paesaggi, ma sempre molto moderno nell’emotività e nell’interpetaazione del reale.
Il pezzo,molto difficile nella esecuzione simultanea poiché la struttura in sedicesimi ripetuta su 12 colonne non sempre garantisce un effetto sincrono preciso, per cui è estremamente importante averne studiato la precisione metronomica ritimica e la quadratura formale.
Vermont Counterpoint rappresenta un quadro della modernità e un vero manifesto della musica minimalista per flauto.
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